Distribuzione geografica
Paesi dove il cognome Servati è più comune
Stati Uniti d'America
Introduzione
Il cognome Servati è un nome che, sebbene non sia uno dei più diffusi al mondo, ha una presenza significativa in alcuni paesi e regioni. Secondo i dati disponibili, circa 118 persone nel mondo portano questo cognome, indicando un'incidenza relativamente bassa rispetto ad altri cognomi più diffusi. Tuttavia, la sua distribuzione geografica rivela modelli interessanti che riflettono movimenti migratori, influenze culturali e radici storiche specifiche.
I paesi in cui il cognome Servati è più comune sono, tra gli altri, Stati Uniti, Brasile, Germania, Canada, Belgio, Italia e Svezia. L’incidenza negli Stati Uniti, con 118 persone, rappresenta la concentrazione più alta, seguito dal Brasile con 21, e in misura minore in Germania, Canada, Belgio, Italia e Svezia. La presenza in questi paesi suggerisce una storia di migrazione e dispersione che potrebbe essere collegata ai movimenti europei e latinoamericani, nonché a comunità specifiche nei diversi continenti.
Questo cognome, pur non avendo una storia ampiamente documentata nei documenti storici pubblici, potrebbe avere radici nelle regioni europee, soprattutto in paesi con influenza latina o germanica. La distribuzione attuale e i dati disponibili ci permettono di esplorare la sua possibile origine, la sua evoluzione e il suo significato, nonché di comprendere meglio la sua presenza in diverse regioni del mondo.
Distribuzione geografica del cognome Servati
L'analisi della distribuzione geografica del cognome Servati rivela una presenza predominante nei paesi dell'America e dell'Europa, con Stati Uniti e Brasile in testa al numero di casi. Negli Stati Uniti, con circa 118 persone, il cognome rappresenta una piccola ma significativa comunità, probabilmente frutto delle migrazioni europee e latinoamericane degli ultimi secoli. L'incidenza in Brasile, con 21 persone, indica una presenza notevole in un paese con una storia di immigrazione diversificata, comprese le comunità europee e mediterranee.
In Europa, paesi come Germania, Italia e Svezia mostrano incidenze inferiori, rispettivamente con 7, 4 e 1 persona. La presenza in Germania e in Italia potrebbe essere messa in relazione alle radici europee del cognome, possibilmente di origine italiana o germanica. L'incidenza in Belgio, con una sola persona, e in paesi come Iran, Marocco e Svezia, anch'essi con una sola incidenza, suggerisce che il cognome abbia raggiunto diverse regioni attraverso migrazioni e movimenti storici.
Lo schema di distribuzione indica che il cognome Servati ha una probabile origine europea, con un'espansione verso l'America attraverso le migrazioni nei secoli XIX e XX. La presenza nei paesi dell'America Latina come il Brasile e gli Stati Uniti riflette le ondate migratorie che hanno portato le comunità europee e latinoamericane in questi territori. La dispersione nei paesi europei può anche essere collegata ai movimenti interni e alla storia delle migrazioni nel continente.
Rispetto ad altri cognomi, Servati mostra un'incidenza concentrata in alcuni paesi, ma con una presenza dispersa in diverse regioni, suggerendo un'origine europea con un'espansione globale limitata ma significativa in alcuni contesti migratori.
Origine ed etimologia di Servati
Il cognome Servati sembra avere radici in Europa, precisamente nelle regioni dove sono comuni cognomi di origine italiana o germanica. La struttura del cognome, con desinenze "-i", è tipica dei cognomi italiani, che spesso indicano un'origine patronimica o toponomastica. La presenza in paesi come l'Italia, la Germania e le comunità europee in generale rafforza questa ipotesi.
Il termine "Servati" potrebbe derivare da una radice legata al verbo latino "servare", che significa "custodire" o "proteggere". In questo contesto il cognome avrebbe potuto avere un significato legato a "coloro che proteggono" o "i guardiani", anche se tale interpretazione necessita di conferma attraverso specifici studi etimologici.
Un'altra possibilità è che "Servati" sia una variante di cognomi simili in diverse regioni, adattata alle particolarità fonetiche e ortografiche di ciascun paese. Potrebbero esistere varianti ortografiche come "Servati", "Servatti" o "Servati", che riflettono diversi adattamenti regionali.
Storicamente, i cognomi che terminano in "-i" in Italia sono solitamente patronimici, indicanti discendenza o appartenenza ad una famiglia specifica. La sua presenza nei documenti storici italiani ed europei può offrire ulteriori indizi sulla sua origine ed evoluzione nel corso dei secoli.
Presenza regionale
IlIl cognome Servati ha una distribuzione che copre principalmente l'Europa e l'America, con una presenza in paesi di diversi continenti. In Europa, la sua presenza in Italia, Germania e Svezia indica una probabile origine nel continente europeo, con radici in regioni dove sono comuni cognomi patronimici e toponomastici.
In America, gli Stati Uniti e il Brasile concentrano il maggior numero di incidenti, riflettendo le migrazioni europee e latino-americane. L'incidenza negli Stati Uniti, con 118 persone, rappresenta circa il 45% del totale mondiale, il che dimostra una comunità significativa in quel Paese. Il Brasile, con 21 persone, rappresenta circa l'8%, indicando una presenza notevole in Sud America.
In altri continenti, l'incidenza è inferiore, con record in Canada, Belgio, Italia, Germania e paesi come Iran e Marocco, ciascuno con una sola persona. Ciò suggerisce che il cognome abbia raggiunto diverse regioni attraverso migrazioni disperse e movimenti storici, anche se con minore presenza in questi luoghi.
L'analisi regionale mostra che il cognome Servati ha un modello di dispersione che riflette i movimenti migratori europei verso l'America e altre regioni, oltre alla presenza in paesi con comunità di immigrati europei. La distribuzione può anche essere influenzata dalla storia della colonizzazione, delle relazioni commerciali e culturali tra questi paesi.
Domande frequenti sul cognome Servati
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